La Gerusalemme liberata

La Gerusalemme liberata

La Gerusalemme liberata, maggiore poema epico di Tasso, è diviso in venti canti in ottave ordinati a loro volta in cinque parti come i cinque atti della tragedia classica. Fu ultimata nel 1575 e pubblicata nel 1580 senza l'approvazione dell'autore nel periodo in cui egli era rinchiuso al Sant'Anna.

L'opera fu dapprima elaborata quando Tasso era ancora adolescente e quando le intenzioni erano quelle di intitolarla Gierusalemme. Nel 1565 egli cominciò nuovamente a dedicarsi alla composizione dell'opera che concluse dieci anni dopo mentre si trovava alla corte di Ferrara.

Più tardi Tasso rielaborò l'opera rimuovendo le scene amorose per accrescerne l'aspetto epico e religioso. Il nuovo poema mutò il titolo in Gerusalemme conquistata (1593) ma è considerato separatamente rispetto alla Gerusalemme liberata per via delle numerose revisioni subite.

La Gerusalemme liberata narra le vicende finali della prima crociata, dall'assedio di Gerusalemme alla conquista del Santo Sepolcro. Ogni episodio è contornato dalle vicende del condottiero Goffredo di Buglione. Non mancano personaggi ed episodi immaginari, storie amorose e magie in virtù del fatto che il fine della poesia deve essere il "verosimile", non tanto il "vero", potendo sfruttare la cosiddetta licenza del fingere.

Nell'opera Torquato Tasso dimostra la propria partecipazione con la sofferenza dei personaggi. Non a caso il tema centrale è l'interminabile dolore dell'uomo che accomuna indistintamente i vinti così come i vincitori, i guerrieri pagani così come quelli cristiani.

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